Chi è Nino Baldan


Nino Baldan nasce a Venezia il 23 giugno 1983, e già in tenera età manifesta sintomi di una elevata creatività, disegnando fumetti e scrivendo storie. Fautore di una carriera scolastica assolutamente impeccabile (ottimo alle medie, 100/100 al liceo classico, 110 e lode all’università), è tra le tante cose fondatore di “Mostarda”, giornale scolastico ufficiale degli studenti dell’Istituto Cavanis di Venezia, di cui ricopre la carica di direttore dal 1999 al 2001.

 

La sua più grande passione, il wrestling, lo porta nel 1999 a fondare la prima federazione amatoriale di questo sport, la Thunder Wrestling Federation, poi ribattezzata Total Wrestling Championship, in un periodo in cui la disciplina attraversa un momento buio, ignorata da appassionati e media. Gli incontri si svolgono in prati, salotti, spazi abbandonati, e le contese sono disputate in modo reale, non lasciando spazio alla finzione; Baldan lotta con lo pseudonimo di Crusher Boy, e contro Onimusha conquista il titolo Cruiserweight.

 

Nel frattempo gli estimatori del wrestling cominciano a crescere, e si è finalmente pronti per il grande salto: nel 2000 Nino Baldan partorisce forse la sua più grande creazione, la ICW, che raduna il 23 luglio a Venezia una decina di appassionati diventati in seguito famosi in tutta Italia (tra loro Frost, Manuel Majoli, Emilio Bernocchi, Tsunami, Puck). L’evento riscuote un’eco inaspettata su internet, i protagonisti di quel pomeriggio sono ospiti in tv su Game Network, ed è così che si decide ufficializzare la federazione, regolamento, statuto ed ogni altra pratica burocratica: Baldan, in quanto minorenne, viene estromesso da ogni carica istituzionale, ma inizia a calcare il ring con una bizzarra capigliatura ossigenata ed un costumino azzurro vistosamente troppo largo; è nato Crusher, “il miglior lottatore attivo sul suolo italiano”, forse il più originale e spassoso personaggio a salire su un ring della penisola

 

Crusher sbeffeggia gli avversari, conia frasi, modi di dire che ancora oggi vengono ricordati, si destreggia in modo esilarante con il microfono, beve succhi di frutta sostenendo che facciano bene, fuggendo e rifiutando il contatto con chiunque inizi anche solo a guardarlo male.

 

Nell’estate 2002 è ospite insieme a Frost, Manuel Majoli e Psycho Mike alla IWA di Messina, dove dà vita ad una serie di show durante i quali riesce anche a conquistare il titolo Hardcore della federazione. Ma nel frattempo il clima all’interno della ICW si deteriora, la creatività di Baldan viene a scontrarsi con l’idea di wrestling serio ed agonistico ostentato in maniera sempre maggiore dai vertici dell’organizzazione. E’ così che il veneziano è costretto a lasciare la sua creatura per accasarsi alla neonata XIW, nata dalle ceneri della IWA, insieme a Bulldozer e Frost, due tra i suoi più grandi amici e compagni di viaggio nel wrestling italiano.

 

Qui Nino Baldan, abbandonati per sempre i panni di Crusher, interpreta se stesso, manager insolente e provocatore; tra i suoi protetti ci sono Bulldozer, Frost, Confine e stelle internazionali del calibro di Rikishi e Billy Gunn (ex-WWE), Black Pearl, Tonga Kid. In questo periodo sale sul ring come wrestler una sola volta, nell’estate 2004 alla Fiera di Messina, in un trittico di show scritti interamente da lui e che rappresentano la sua apoteosi: gruppi rivali a confronto, doppiogiochisti, continui colpi di scena, tradimenti, segmenti politically uncorrect che lasciano si stucco gli spettatori, è questa l’idea di sport-entertainment di Nino Baldan, che si batte per far salire sul ring il travestito Gloria Rinaldi, in un mondo come quello del wrestling italiano composto da un cerimoniale sempre uguale, segno che gli spettatori devono prima di tutto essere intrattenuti e divertirsi.

Da questa base Baldan inizia una personale ricerca, che diventerà un libro, “Il wrestling come evento performativo”, presentato come tesi e che nel febbraio 2006 gli varrà la laurea con il punteggio di 110 e lode in “Tecniche Artistiche e dello Spettacolo” all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Nell’opera spiega come il wrestling debba essere una valvola di sfogo di tabù primordiali insiti nell’uomo, mostrando al pubblico tutto ciò che vorrebbe vedere, ma che nella vita reale risultano impensabili per motivi di convenzioni sociali, allacciandosi al comportamente re-diretto che Richard Schechner illustrava in “Magnitudine della performance” (Roma, Bulzoni editore, 1999), oltre a tracciare un profilo storico-analitico-critico della disciplina.

 

Il manager veneziano vanta anche una apparizione ad una puntata di Buona Domenica su Canale 5 nel novembre 2005, dove accompagna il suo protetto Bulldozer.

 

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